Carte Blanche

Un membro della CFIG scrive su un tema d’attualità tratto dalla sua realtà quotidiana professionale.


Obiettivi globali per lo sviluppo sostenibile e Convenzione dell’ONU sui diritti del fanciullo

Gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) dell’Agenda 2030 forniscono un quadro di riferimento per l’adozione delle condizioni quadro nazionali necessarie per lo sviluppo sostenibile a livello economico, sociale e ambientale. Per raggiungere la sostenibilità, gli OSS fanno riferimento ai diritti umani economici, sociali, culturali, lavorativi, civili e politici. Si tratta di diritti giustiziabili protetti dalla Costituzione e dai trattati ratificati dalla Confederazione, tra cui rientra anche la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo (CRC). La realizzazione degli OSS è strettamente legata all’attuazione e all’esercizio effettivo dei diritti umani dei bambini e dei giovani. Ad esempio, l’OSS 3 mira a garantire l’accesso a prestazioni sanitarie di qualità e a prezzi accessibili nonché a sviluppare le capacità di prevenzione e gestione dei rischi sanitari. La realizzazione di questo OSS promuove l’applicazione degli articoli 3, 24 e 31 CRC affinché i minori godano delle migliori condizioni di salute possibili. Allo stesso modo, gli OSS 4 e 5 promuovono l’applicazione degli articoli 2, 12 e 28 CRC al fine di garantire le pari opportunità, eliminare tutte le forme di violenza nei confronti delle ragazze e, più in generale, mirano ad assicurare l’effettiva partecipazione delle donne a tutti i livelli decisionali nei settori politico ed economico. L’OSS 11 consente ai bambini e ai giovani di chiedere luoghi di vita e di apprendimento sostenibili, mentre gli OSS 12 e 13, che mirano a garantire modelli di consumo e di produzione sostenibili, permettono di sviluppare misure di protezione dell’ambiente e di chiedere il riconoscimento di nuovi diritti umani, quale il diritto a un ambiente sano e sostenibile. Di fronte alle crisi globali, gli OSS promuovono la resilienza, ossia la capacità di adattarsi e di svilupparsi, per preservare il capitale umano, sociale, ambientale, finanziario ed economico nonché per realizzare meglio i diritti umani tenendo conto della sostenibilità.

Genitori del futuro, tra preoccupazioni e ambizioni

Quanto tempo possono trascorrere i bambini davanti a uno schermo in un giorno? Sono molte le cene rovinate da una lite familiare su questa spinosa questione. Eppure, questo «conflitto degli schermi» è solo il preludio dei grossi problemi che i genitori dovranno affrontare nella loro missione educativa. Basta guardare cosa la tecnologia attuale mette a disposizione e dar prova di un minimo di immaginazione. Personalmente, vedo tre sfide principali profilarsi all’orizzonte.

Nella sua «Carta bianca», Johan Rochel, ex vicepresidente della Commissione federale per l’infanzia e la gioventù e ricercatore in etica dell’innovazione, individua tre sfide principali che derivano dall’evoluzione della tecnologia: gli strumenti di sorveglianza a disposizione dei genitori, i nuovi «compagni» connessi dei bambini e gli strumenti di aiuto per decidere in materia di educazione. La garanzia di un futuro aperto, in cui i bambini e i giovani realizzano gradualmente quanto hanno scelto, potrebbe guidare coloro che s’impegnano per il rispetto dei diritti dei minori nel mondo digitale.

Una formazione nell’ambito del lavoro sociale per offrire ai bambini e ai giovani prestazioni di qualità

In Svizzera, solo la metà delle persone attive nel lavoro sociale ha conseguito una formazione in questo campo. Infatti chiunque può essere chiamato operatore sociale, educatore sociale o assistente sociale senza che abbia mai seguito una formazione specifica. Si tratta di una situazione molto problematica, in particolare per i bambini e i giovani che costituiscono uno dei principali gruppi target di questo campo d’attività. 

Nella sua «Carta bianca» Emilie Graff, vicepresidente della CFIG e co-segretaria generale di avenirsocial, descrive, cifre alla mano, l’attuale situazione ed espone perché sia necessario conseguire una formazione nell’ambito del lavoro sociale, in particolare al fine di assicurare una migliore protezione dell’infanzia e il rispetto dei suoi diritti. Descrive inoltre la campagna uneformationvadesoi.ch (in francese e tedesco) lanciata da avenirsocial e le diverse misure che occorre attuare.

Omaggio a Olivier Guéniat, membro della CFIG dal 2008 al 2015

L’annuncio del decesso di Olivier Guéniat, il 15 maggio 2017, ha suscitato una forte commozione tra i membri della CFIG che l’hanno conosciuto. Con le sue competenze, il suo impegno e la sua personalità, Olivier Guéniat ha dato un contributo essenziale all’azione della CFIG. Spirito brillante, unendo competenze e visione si è impegnato per una politica della gioventù trasversale, abbattendo con i fatti i pregiudizi nei confronti dei giovani. Oltre che con le sue competenze, ha segnato la vita della Commissione con la sua perspicacia, il suo senso dell’umorismo e la sua benevolenza.  

Pierre Maudet, presidente della CFIG dal 2005 al 2015 e consigliere di Stato del Cantone di Ginevra a capo del Dipartimento della sicurezza e dell’economia, e Emilie Graff, vicepresidente della CFIG e co-segretaria generale centrale di AvenirSocial, gli rendono un sentito omaggio.

Olivier Guéniat in un intervento al congresso sulla partecipazione del fanciullo organizzato dal Servizio per la protezione della gioventù del Cantone di Vaud, settembre 2015.


Uno sguardo all’animazione socioculturale nella Svizzera romanda e in quella tedesca

Il «Röstigraben» esiste anche nel modo di concepire ed attuare l’animazione socioculturale tra i giovani? La CFIG dà la parola a due suoi membri impegnati ormai da anni in questo settore. Alexandre Bédat, capo del Servizio della gioventù di La Chaux-de-Fonds, e Véronique Alessio-Isler, animatrice socioculturale e specialista del lavoro sociale nel contesto scolastico nel Cantone di Basilea Campagna, spiegheranno in base alla loro esperienza personale lo sviluppo storico, i principi, i gruppi target e l’organizzazione dell’animazione socioculturale, rispettivamente nella Svizzera romanda e in quella tedesca.