Commissione federale per l'infanzia e la gioventù CFIG https://ekkj.admin.ch/it/ La Commissione federale per l’infanzia e la gioventù (CFIG) è una commissione extraparlamentare permanente composta di 20 membri. Osserva la situazione delle giovani generazioni in Svizzera e propone, se necessario, eventuali misure. Prima dell’adozione di importanti leggi federali e ordinanze in materia di politica dell’infanzia e della gioventù, esprime il proprio parere in merito e sensibilizza l’opinione pubblica sulle esigenze dei bambini e dei giovani. it-IT TYPO3 News Tue, 07 Apr 2020 20:44:40 +0200 Tue, 07 Apr 2020 20:44:40 +0200 TYPO3 EXT:news news-289 Fri, 29 Nov 2019 10:00:00 +0100 Diritto a un’educazione senza violenza: per la CFIG è ora di agire /it/informazioni-ai-media/comunicati-stampa/dettaglio/diritto-a-uneducazione-senza-violenza-per-la-cfig-e-ora-di-agire/ La violenza come strumento educativo è ancora molto diffusa in Svizzera: è quanto confermano i risultati di recenti studi. Anche se meno frequente rispetto a 25 anni fa, come allora la violenza fisica interessa prevalentemente i bambini molto piccoli. Due terzi dei genitori interpellati dichiarano inoltre di ricorrere alla violenza psicologica. La Commissione federale per l’infanzia e la gioventù (CFIG) ha elaborato un documento in cui prende posizione al riguardo, formula raccomandazioni concrete ed esorta le autorità e i rappresentanti politici ad agire. L’intervento della CFIG si inserisce nel contesto dell’inizio della procedura con la quale la Svizzera presenta un rapporto all’attenzione del Comitato ONU per i diritti del fanciullo in merito ai propri progressi nell’attuazione della Convenzione sui diritti del fanciullo.  

Per lungo tempo in Svizzera sono stati condotti solo pochi studi scientifici sul tema della violenza contro i minori in famiglia. Per avere una stima approssimativa del fenomeno ci si è quindi finora basati sulle informazioni delle statistiche ufficiali: la statistica criminale di polizia, che fornisce informazioni sui reati commessi sui minori ai sensi del diritto penale, la statistica degli aiuti alle vittime dei reati e la statistica della Conferenza per la protezione dei minori e degli adulti, concernente il numero di misure adottate per la protezione dei minori. Alcuni dettagli supplementari risultano dalle statistiche allestite annualmente dal gruppo di esperti per la protezione dell’infanzia degli ospedali pediatrici svizzeri della Società svizzera di pediatria. Tutte queste statistiche rilevano però soltanto i casi in cui è stata esercitata una forma di violenza che ha avuto gravi ripercussioni per il minore e/o ha reso necessario un intervento delle autorità.

 

Tre nuovi studi, analizzati dalla CFIG per elaborare la sua posizione, permettono ora di delineare un quadro più preciso riguardo sia alla frequenza che alle forme della violenza nell’educazione e forniscono anche indicazioni sul contesto in cui i genitori vi ricorrono.

 

La violenza nell’educazione è ancora molto frequente

Secondo un rapporto di ricerca del 2017 basato su un’indagine svolta dall’Università di Friburgo, rispetto agli anni 1990 la quota dei genitori che dichiarano di ricorrere spesso o regolarmente alla violenza nell’educazione si è notevolmente ridotta. Tuttavia, circa la metà degli interpellati indica di far uso della violenza fisica. Se generalmente questa si verifica solo di rado, vi è un gruppo di genitori (tra il 6 e l’11 %, a seconda del tipo di indagine) che vi ricorre spesso o regolarmente. Questo gruppo è rimasto proporzionalmente costante nel corso degli anni. Anche il ricorso a forme di violenza psicologica è frequente: due terzi dei genitori indicano di farne uso e un quarto di farlo addirittura regolarmente. Dall’indagine tra i genitori emerge inoltre che la violenza fisica è esercitata con particolare frequenza nei confronti dei bambini di età compresa tra zero e sei anni: a esserne interessato in questa fascia d’età è un bambino su undici.

 

Non a tutti i genitori è chiaro cosa sia la violenza

La maggior parte dei genitori ricorre alla violenza in situazioni di sovraccarico, mentre è contenuto il numero di quelli che lo fanno sistematicamente. Molti indicano di aver agito sotto stress e di essersi successivamente sentiti in colpa. Oggi il numero di genitori che usa la violenza consapevolmente come strumento educativo è molto inferiore rispetto a quello emerso dalle indagini precedenti. Per la maggior parte dei genitori, inoltre, è chiaro che le gravi forme di violenza sono vietate. Secondo l’indagine, però, il concetto di violenza varia da un genitore all’altro e di conseguenza è diversa anche la percezione delle sue conseguenze. Un genitore su quattro parte dall’idea che una sculacciata e qualche schiaffo siano ammessi di tanto in tanto, approvando quindi l’affermazione «Uno scappellotto non fa male a nessuno». La violenza psicologica spesso non è percepita come tale. Questo vale soprattutto per i padri e riguarda in particolare le forme passive di violenza, quali ignorare il figlio per un certo periodo di tempo o rifiutarsi di parlargli.

 

Il sistema di aiuto interviene troppo tardi ed è molto eterogeneo a livello regionale

Sebbene i bambini molto piccoli siano particolarmente toccati dalla violenza, le vittime entrano in contatto relativamente tardi con le istituzioni per la protezione dei minori. Per esempio i minori vittime di violenze fisiche hanno in media 10,4 anni quando la loro situazione è segnalata a un’istituzione. Molti dei minori e dei genitori interessati non ricevono alcun sostegno o lo ricevono solo tardi.

Riguardo all’offerta d’intervento e di aiuto, lo studio Optimus 3 giunge alla conclusione che, sebbene la Svizzera disponga di una buona rete di offerte di aiuto, i minori vittime di violenza non sono protetti in egual misura in tutta la nazione e vi sono anche grandi differenze regionali per quanto riguarda l’assistenza.

 

Il diritto di correzione: un concetto non del tutto scomparso

La CFIG constata che nella giurisprudenza permangono tracce della nozione di «diritto di correzione». Sebbene quest’ultimo sia stato abrogato dal Codice civile (CC) nel 1978, il Tribunale federale continua a farvi riferimento, in particolare nei casi in cui si applica l’articolo 219 del Codice penale (CP), relativo alla violazione del dovere di assistenza o educazione, come è successo ad esempio in una sentenza del 2018. Nella sua giurisprudenza, il Tribunale federale mantiene dunque una situazione ambigua per quanto concerne i metodi educativi vietati dal CP, lasciando intendere che un diritto di correzione non meglio definito sia ancora ammissibile. Ad oggi tutti i tentativi di introdurre nel diritto nazionale una disposizione che sancisca il diritto a un’educazione senza violenza sono falliti.

 

È ora di agire: raccomandazioni della CFIG

Le conclusioni cui è giunta la CFIG confermano quelle presentate ripetutamente da attori della società civile e specialisti. La Commissione intende sostenere con decisione i vari appelli a trattare la violenza nell’educazione in tempi brevi e in modo coerente. A suo avviso, la Confederazione e i Cantoni devono aumentare gli sforzi in questo ambito, senza esitare a prendere posizione con fermezza. È ora che il diritto di ogni minore a un’educazione non violenta sia finalmente e inequivocabilmente garantito in Svizzera e che vengano prese misure concrete.

  • Modifica legislativa: aggiungere nel CC una disposizione che sancisca formalmente il diritto dei minori a un’educazione non violenta e confermare in modo inconfutabile l’abrogazione del diritto di correzione.
  • Prevenzione: informare i genitori sulle forme che può assumere la violenza nell’educazione, sulle situazioni quotidiane che rischiano di causarla, sulle sue conseguenze per lo sviluppo del bambino, sui modi di agire alternativi e sulle offerte di aiuto e di consulenza; informare i minori stessi sul loro diritto di essere educati senza violenza; occuparsi con particolare attenzione dei bambini piccoli.
  • Formazione: formare gli specialisti attivi nei settori dell’infanzia e della famiglia per permettere il rilevamento precoce di situazioni di violenza o a rischio.
  • Offerta di consulenza e di aiuto: eseguire un’analisi dei bisogni e mettere a disposizione in modo coordinato prestazioni di consulenza e aiuto per i minori e per i genitori, migliorando l’accessibilità, in particolare attraverso una maggiore informazione.
  • Misure di monitoraggio: predisporre strumenti e procedure per la rilevazione dei dati necessari a monitorare statisticamente i casi di maltrattamento dei minori nonché individuare e colmare le eventuali lacune nel sistema di assistenza.
  • Attuazione completa della Convenzione sui diritti del fanciullo: attuare rapidamente le misure proposte dal Consiglio federale nel suo rapporto del 19 dicembre 2018.

 

Informazioni sulla posizione della Commissione: Flavia Frei, vicepresidente della CFIG
Contatto: Segreteria CFIG, ekkj-cfej(at)bsv.admin.ch, tel. 058 462 92 26, www.ekkj.ch

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news-287 Mon, 25 Nov 2019 11:21:41 +0100 EKKJ-Stellungnahme zur Pa. IV. «Chancengerechtigkeit vor dem Kindergartenalter» /it/pubblicazioni/pareri/ Die EKKJ begrüsst den Vorentwurf zur Änderung des KJFG sowie den Vorentwurf zum Bundesbeschluss über Finanzhilfen für kantonale Programme zur Weiterentwicklung der Politik der frühen Kindheit in der Schweiz. news-284 Mon, 26 Aug 2019 10:00:00 +0200 I giovani si preoccupano dell’«always on» più degli adulti /it/informazioni-ai-media/comunicati-stampa/dettaglio/i-giovani-si-preoccupano-dellalways-on-piu-degli-adulti/ I giovani riflettono più degli adulti sul proprio utilizzo di Internet. La connessione permanente è da loro vissuta in modo essenzialmente positivo, pur nella consapevolezza che per gestirla servono regole e limiti. L’opuscolo «Always on. Come vivono i giovani la connessione permanente?», pubblicato oggi dalla Commissione federale per l’infanzia e la gioventù (CFIG), presenta i principali risultati dell’inchiesta svolta presso 1001 giovani tra i 16 e i 25 anni.  

I media digitali sono molto importanti per i giovani, che li utilizzano in modo intenso e variato. In media i giovani tra i 16 e i 25 anni trascorrono online 4 ore al giorno nel tempo libero, a fronte delle 2,5 ore delle persone tra i 40 e i 55 anni. Servizi di messaggistica istantanea, reti sociali, e-mail e portali video sono largamente utilizzati. I giovani tra i 16 e i 25 anni interpellati apprezzano anzitutto la possibilità di essere in contatto con gli altri, cercare informazioni per la scuola o il lavoro e divertirsi.

 

I giovani non sono persi nel mondo virtuale, ma attenzione allo stress

«Dallo studio emerge che i giovani non sono persi davanti ai loro schermi, ma sono invece più coscienti degli adulti delle implicazioni del proprio utilizzo di Internet e riflettono molto sulle ripercussioni della connessione permanente», constata Sami Kanaan, presidente della CFIG. «Circa la metà dei giovani vive la connessione permanente in modo positivo, mentre l’altra metà la vive in modo ambivalente: gli aspetti positivi sono certamente messi in risalto, ma si rileva anche lo stress indotto. Un giovane su tre si sente infatti messo sotto pressione dalle app che premiano l’utilizzo regolare e uno su quattro diventa nervoso quando rimane offline per periodi prolungati» precisa Sami Kanaan.

 

Strategie di autodisciplina

L’inchiesta ha evidenziato che il 95 per cento dei giovani ricorre ad almeno una strategia per gestire le numerose sollecitazioni dei servizi online: «Sono consapevole che non devo rispondere immediatamente ai messaggi, per le questioni urgenti le persone possono telefonarmi», «Utilizzo applicazioni che limitano il tempo che passo davanti allo schermo», «Disattivo le notifiche». Due giovani su cinque si pongono regole riguardo al momento e alla durata delle loro attività online: gli adolescenti (16–20 anni) si pongono regole e prevedono di restare offline più spesso rispetto ai giovani adulti (21–25 anni).

 

L’intensità dell’utilizzo di Internet va di pari passo con una riflessione sui suoi effetti

Lo studio si è anche concentrato sul 10 per cento dei giovani la cui attività online è più intensa di quella dei coetanei (in media 5,4 ore al giorno), mostrando che questo gruppo s’interroga maggiormente sugli effetti positivi e negativi della connessione permanente. Questi giovani «connessi sempre e ovunque» si pongono inoltre più regole, ma molti di loro manifestano sintomi di astinenza quando non sono online.

 

«I giovani riflettono molto sul proprio utilizzo di Internet e dispongono di un ricco bagaglio di esperienze in merito alla connessione permanente. Non si tratta di sottovalutare i problemi che possono derivare da un utilizzo intenso di Internet, ma di mettere in evidenza l’importanza e l’utilità di coinvolgere i giovani nelle discussioni o nelle decisioni su questo argomento. Essi possono infatti apportare competenze preziose e una prospettiva differente da quella degli adulti», sottolinea Sami Kanaan.

 

L’inchiesta «Always on»

La Scuola superiore di lavoro sociale della Scuola universitaria professionale della Svizzera nordoccidentale (FHNW) ha realizzato, su mandato della CFIG e con il sostegno dell’istituto M.I.S. Trend, un’inchiesta rappresentativa presso 1001 giovani tra i 16 e i 25 anni e un gruppo di confronto di 390 adulti tra i 40 e i 55 anni. Le domande riguardavano temi quali il tipo e la durata delle attività online, l’importanza accordata a queste ultime nonché l’esperienza e le strategie per gestire la connessione permanente.

I principali risultati dell’inchiesta sono presentati nell’opuscolo «Always on. Come vivono i giovani la connessione permanente?», disponibile in italiano, tedesco e francese. La pubblicazione può essere ordinata gratuitamente all’indirizzo www.pubblicazionifederali.admin.ch o scaricata in versione elettronica dal sito Internet della Commissione: www.cfig.ch. Il rapporto di ricerca integrale, pubblicato dalla FHNW, è disponibile sul sito Internet www.alwayson-studie.ch (in tedesco).

 

Domande e informazioni complementari:

Sami Kanaan, presidente della CFIG, e Benjamin Bosshard, responsabile del gruppo di lavoro «Digitalizzazione» della CFIG.

Contatto: segreteria della CFIG, ekkj-cfej(at)bsv.admin.ch, tel. 058 462 92 26, www.cfig.ch

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news-282 Thu, 06 Jun 2019 14:27:12 +0200 EKKJ-Stellungnahme zum Bundesgesetz über den Jugendschutz in den Bereichen Film und Videospiele /it/pubblicazioni/pareri/ Die EKKJ begrüsst die Erarbeitung dieses Gesetzes und unterstützt das Ziel, Minderjährige vor unangemessenen Medieninhalten in Filmen oder Videospielen zu schützen. Sie bedauert jedoch, dass man nicht versucht, die Aktivitäten ausländischer Leistungserbringer stärker zu regulieren. news-279 Thu, 28 Mar 2019 09:00:00 +0100 Le competenze richieste per vivere e lavorare in un mondo 4.0 /it/informazioni-ai-media/comunicati-stampa/dettaglio/le-competenze-richieste-per-vivere-e-lavorare-in-un-mondo-40/ Il nuovo rapporto Crescere nell’era digitale della Commissione federale per l’infanzia e la gioventù (CFIG) si concentra sulle competenze di cui i bambini e i giovani necessitano per crescere, formarsi, lavorare e partecipare nel mondo digitale. Un’analisi inedita delle competenze richieste nel mondo del lavoro mette in evidenza l’importanza della capacità di risolvere problemi e di comunicare, della creatività e dell’empatia. Per l’acquisizione di queste capacità la scuola svolge un ruolo importante, ma non può gestire tutto da sola. È opportuno sfruttare il potenziale delle attività giovanili extrascolastiche e del sostegno alla prima infanzia nonché coinvolgere i bambini e i giovani nella discussione sulla digitalizzazione. A tale scopo, la CFIG formula delle raccomandazioni per tenere maggiormente conto dei loro bisogni e delle loro prospettive.  

Cosa devono imparare i bambini e i giovani per migliorare le loro opportunità nel futuro mondo del lavoro? Quale professione scegliere? Quale ruolo svolge la scuola e qual è il potenziale delle attività giovanili extrascolastiche? Come gestire adeguatamente la reperibilità costante?

Per rispondere a queste domande il rapporto Crescere nell’era digitale riunisce contributi di diversi specialisti che operano nell’ambito dell’economia, della formazione, del sostegno alla prima infanzia e delle attività giovanili extrascolastiche. Presenta inoltre diversi progetti che danno la parola ai bambini e ai giovani e mostrano come affrontare le sfide della digitalizzazione con loro. Il rapporto termina con le raccomandazioni della CFIG che offrono delle piste per una digitalizzazione positiva per le giovani generazioni.

Secondo Sami Kanaan, presidente della CFIG, i bambini e i giovani devono disporre degli strumenti e delle conoscenze necessari per comprendere la digitalizzazione. Ma soprattutto, ai bambini e ai giovani va data la possibilità di partecipare alla discussione sulla digitalizzazione e all’impostazione del mondo digitale, a partire per esempio dal dibattito sulla questione se gli smartphone debbano essere consentiti a scuola, passando dalle regole per l’utilizzo di apparecchi elettronici a casa, fino ad arrivare alla strategia nazionale «Svizzera digitale».

 

Le competenze sociali e personali assumono la stessa importanza di quelle tecniche

Su mandato della CFIG, la dott.ssa Sarah Genner, ricercatrice in psicologia dei media ed esperta di digitalizzazione del mondo del lavoro, ha analizzato e ponderato 26 modelli ed elenchi delle competenze o dei punti di forza del carattere richiesti nel 21° secolo. I risultati sono presentati in un modello che indica le competenze più menzionate, ossia la comunicazione, la creatività, l’autogestione, la capacità di risolvere problemi, l’empatia e il pensiero critico. Inoltre, una tabella fornisce un modello sinottico sistematizzato delle competenze e dei valori richiesti. Sarah Genner constata che «i lavoratori di domani dovranno essere in grado di fare quello che le macchine non possono fare, ovvero ciò che non può essere digitalizzato: in altre parole, dovranno disporre di creatività, capacità di risolvere problemi e competenze sociali».

Diversi studi sulle qualifiche richieste nel mercato del lavoro avvalorano l’importanza di disporre di competenze trasversali oltre che di quelle tecniche (contributi Wehrli e Renold/Bolli). Secondo Roger Wehrli, supplente responsabile del settore politica economica e formazione di economiesuisse, «ogni bambino dovrebbe imparare le basi del pensiero computazionale, ma ciò non significa che debbano diventare tutti degli informatici».

 

La scuola svolge un ruolo di prim’ordine, ma non può gestire tutto da sola

La maggiore importanza attribuita alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nei piani di studio è un aspetto positivo, ma la scuola deve far fronte alla sfida di instaurare una cultura digitale che permetta di utilizzare gli strumenti digitali in modo trasversale (contributo Merz). Ciò presuppone una solida formazione e una formazione continua degli insegnanti nonché un’infrastruttura moderna che preservi la salute e garantisca la protezione dei dati. I giovani di una classe del liceo di Frauenfeld, che anziché libri e quaderni utilizzano il loro tablet personale, danno il loro parere in merito alla digitalizzazione a scuola.

 

Sfruttare meglio il potenziale delle attività giovanili extrascolastiche

Contraddistinte dall’adesione volontaria e dalla partecipazione, le attività giovanili extrascolastiche (animazione socioculturale, associazioni giovanili ecc.) offrono ai bambini e ai giovani uno spazio adatto in cui sviluppare competenze sociali, personali e mediali. È giunto il momento di riconoscere e sfruttare meglio questo potenziale promuovendo la formazione e mettendo a disposizione le risorse necessarie (contributi Steiner/Heeg e Gendre). Due esempi pratici illustrano questo potenziale: un’applicazione sviluppata da un gruppo di scout facilita notevolmente l’organizzazione delle attività e lo scambio sicuro di informazioni e permette nel contempo di creare nuovi giochi e metodi di apprendimento; nell’ambito del progetto SMALA del Servizio della gioventù di La Chaux-de-Fonds, un gruppo di giovani dai 12 ai 18 anni ha riflettuto in modo collettivo sull’utilizzo degli smartphone e sulle sue conseguenze per la qualità dei rapporti sociali.

 

Gestire adeguatamente la reperibilità costante – una sfida che non concerne solo i giovani

Basandosi sulla sua attività clinica, Sophia Achab, specialista in materia di dipendenze comportamentali, fornisce spunti di riflessione sulle sfide psichiche dell’«always on», che influenza il rapporto con se stessi, con gli altri e con lo spazio. La reperibilità costante è utile per la costruzione della psiche, può però comprometterne l’equilibrio. La CFIG ritiene che debbano essere svolti studi sul tema, in quanto non vi sono regole semplici per gestire la reperibilità costante in modo adeguato.

 

Informazioni:

Per maggiori informazioni si prega di rivolgersi a Sami Kanaan, presidente della CFIG, o a Alexandra Molinaro, responsabile del gruppo di lavoro Digitalizzazione.

Contatto: segreteria della CFIG, ekkj-cfej(at)bsv.admin.ch, tel. 058 462 92 26, www.cfig.ch

 


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news-275 Wed, 28 Nov 2018 10:00:00 +0100 Difendere gli interessi e le prospettive dei bambini e dei giovani resta una necessità! /informazioni-ai-media/comunicati-stampa/dettaglio/?tx_news_pi1%5Bnews%5D=275&tx_news_pi1%5Bcontroller%5D=News&tx_news_pi1%5Baction%5D=detail&L=2&cHash=62e60889f16bd52c755c29f6482f28eb La Commissione federale per l’infanzia e la gioventù (CFIG) compie 40 anni! Per festeggiare questo traguardo, la CFIG invita gli attori della politica dell’infanzia e della gioventù a un incontro che si svolgerà giovedì 29 novembre 2018, a partire dalle ore 14.00, al centro culturale PROGR, a Berna, in presenza del presidente della Confederazione Alain Berset. Saranno menzionati in particolare le sfide cui devono far fronte le politiche cantonali nonché i progressi e le lacune nell’attuazione dei diritti dei minori in Svizzera. Un’esposizione illustrerà inoltre le tappe principali che hanno segnato la sua attività. Politiche dell’infanzia e della gioventù: fermarsi significa fare un passo indietro!

Dopo la ratifica da parte della Svizzera della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo nel 1997, l’entrata in vigore della nuova Costituzione federale (in particolare degli art. 11, 41 e 67) nel 1999 e la pubblicazione del rapporto del Consiglio federale «Strategia per una politica svizzera dell’infanzia e della gioventù» nel 2008, la politica dell’infanzia e della gioventù si è sviluppata a piccoli passi, ma in modo costante, sia a livello federale che cantonale.

Il presidente della CFIG, Sami Kanaan, sottolineerà l’impegno della Commissione per lo sviluppo di una politica per e con i bambini e i giovani, il riconoscimento dell’utilità di tale politica e l’importanza di avere risorse sufficienti. Ricorderà inoltre che l’attuazione della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo in Svizzera deve ancora essere migliorata, in particolare per quanto riguarda i gruppi vulnerabili.

Andrea Weik, co-presidente della Conferenza per la politica dell’infanzia e della gioventù, mostrerà che, nonostante lo sviluppo delle politiche cantonali e un migliore coordinamento, restano grandi differenze tra i Cantoni, un aspetto problematico nell’ottica delle pari opportunità. Non si deve dare nulla per scontato. Di fronte alle crescenti esigenze, gli attori cantonali devono assicurarsi che le prestazioni in favore dei bambini e dei giovani non facciano le spese di misure di risparmio.

A nome della Rete svizzera diritti del bambino, Lea Meister illustrerà i progressi, ma anche le lacune nell’attuazione della summenzionata Convenzione ONU in Svizzera. Per esempio i bambini devono conoscere meglio i loro diritti e poter far sentire la propria voce. Attualmente, inoltre, analogamente a quanto accade nel caso di altre convenzioni internazionali, i diritti dei minori sono presi di mira.

La CFIG, dalle manifestazioni giovanili degli anni 1980 alla generazione 4.0

Istituita dal Consiglio federale nel 1978 quale Commissione federale per la gioventù, la CFIG, il cui mandato è stato esteso alle questioni dell’infanzia nel 2003, s’impegna da 40 anni in difesa della prospettiva e dell’interesse superiore dei bambini e dei giovani.

Sin dal principio, in seguito alle manifestazioni giovanili degli anni 1980, la Commissione aveva esortato a instaurare un vero dialogo con i giovani, anziché ricorrere alla repressione della polizia. La CFIG si è poi impegnata in favore della partecipazione dei bambini e dei giovani in numerosi rapporti e pareri, sia per promuovere la partecipazione civica sia per fare rispettare il diritto dei minori di essere ascoltati in tutte le procedure amministrative o giudiziarie che li coinvolgono. Fedele a un approccio globale e interdisciplinare, la Commissione tratta anche gli aspetti legati alla protezione dei bambini e dei giovani nonché alla promozione delle loro competenze, in particolare nei suoi rapporti tematici.

«I giovani: vittime o carnefici?» (1998), «Giovani e povertà: un tabù da abbattere!» (2007), «La sessualità dei giovani nel corso del tempo» (2009), «Critici o manipolati? I giovani e il consumo consapevole» (2014) sono i titoli di alcuni rapporti pubblicati dalla CFIG, che illustrano l’ampia gamma dei temi trattati. Essi forniscono un’analisi approfondita e piste d’azione riguardo a problemi di attualità, concentrandosi sulla prospettiva dei bambini e dei giovani. Con il rapporto «Crescere nell’era digitale», che verrà pubblicato all’inizio del 2019, la Commissione si concentrerà sulle competenze da acquisire per lavorare, vivere e agire in un mondo digitalizzato.

Esposizione 78 ---- 18

L’esposizione 78 ---18, realizzata dalla giovane grafica bernese Florine Baeriswyl, ripercorre i 40 anni di esistenza della CFIG, mettendone in evidenza i lavori e i prodotti attraverso le tappe principali dell’evoluzione della politica dell’infanzia e della gioventù in Svizzera nonché alcuni avvenimenti salienti del contesto sociale. L’esposizione potrà essere visitata durante la giornata del 29 novembre 2018 o consultata sul sito Internet www.cfig.ch a partire da metà dicembre.

Il programma della manifestazione «La CFIG festeggia i 40 anni!» (disponibile in francese e in tedesco) si trova sotto la rubrica «Documenti». I giornalisti sono benvenuti all’evento. Il presidente della CFIG, Sami Kanaan, e altri relatori saranno a disposizione per rispondere alle loro domande.

Indirizzo per l’invio di eventuali domande:

Segreteria della CFIG, ekkj-cfej@bsv.admin.ch, tel. 058 462 92 26, www.cfig.ch

 

 

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news-273 Thu, 22 Nov 2018 16:42:09 +0100 EKKJ-Stellungnahme zur Änderung des Zivildienstgesetzes (ZDG) /it/pubblicazioni/pareri/ Die EKKJ bedauert die Stossrichtung der vorgeschlagenen Änderung des Zivildienstgesetzes (ZDG).  

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news-271 Fri, 23 Feb 2018 15:17:14 +0100 EKKJ-Stellungnahme zum Bundesgesetz über Tabakprodukte und elektronische Zigaretten /it/pubblicazioni/pareri/ Ohne ein generelles Werbeverbot für Tabakprodukte kann der Jugendschutz nicht gewährleistet werden.  

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news-268 Thu, 25 Jan 2018 07:17:00 +0100 Bambini e giovani 4.0 : La digitalizzazione concerne anche i bambini e i giovani! /it/informazioni-ai-media/comunicati-stampa/dettaglio/bambini-e-giovani-40-la-digitalizzazione-concerne-anche-i-bambini-e-i-giovani/ Creatività, curiosità e pensiero tecnico sono competenze importanti, di cui i bambini e i giovani 4.0 hanno bisogno per affrontare la progressiva digitalizzazione del nostro mondo. Quest’ultima viene però discussa raramente nella prospettiva dei giovani, poiché la priorità viene generalmen-te data agli aspetti tecnologici ed economici. In occasione del suo 40° anniversario, la Commis-sione federale per l’infanzia e la gioventù (CFIG) apre l’anno pubblicando quattro tesi volte a stimolare il dibattito politico e sociale riguardo all’influenza della digitalizzazione sui bambini e sui giovani. La digitalizzazione comporta ampi mutamenti strutturali, che si estendono a sfere di vita sempre più vaste e presuppongono nuove conoscenze e competenze. Nel contempo accelera e rafforza gli sviluppi sociali. Per la CFIG è pertanto essenziale che i giovani d’oggi siano in grado di gestire la crescente digitalizzazione, di agire in modo responsabile nel mondo digitale e di contribuire attivamente alla sua formazione. A tal fine è indispensabile creare condizioni quadro propizie, dando importanza non soltanto agli aspetti economici e tecnologici ma anche a uno sviluppo degli adolescenti che tenga conto della loro individualità e delle loro risorse.

Oltre alle competenze tecniche, questo richiede anche e soprattutto creatività, pensiero critico, apertura e curiosità. La CFIG è del parere che la formazione dei bambini e dei giovani non debba puntare soltanto sullo sviluppo delle capacità tecniche («tutti i bambini devono imparare a programmare»), bensì anche sulla promozione delle competenze che distinguono l’essere umano dalla macchina: i contesti extrascolastico e prescolastico rivestono un ruolo importante in questo processo. In particolare, per favorire la creatività occorre che la società riconosca l’importanza del tempo libero non pianificato e di una gestione consapevole della reperibilità permanente (always on).

Un presupposto fondamentale sono le pari opportunità digitali, come sottolinea il presidente della CFIG, Sami Kanaan: «Nel settore tecnologico vi è un divario di genere. I ragazzi e le ragazze vanno sostenuti in modo adeguato alle loro capacità. A causa dei requisiti sempre più elevati in materia di qualificazioni, occorre prestare particolare attenzione ai bambini e ai giovani provenienti da famiglie con un basso livello d’istruzione».

Per la CFIG è fondamentale svolgere una discussione su come preparare al meglio i bambini e i giovani ad affrontare il loro futuro nel mondo digitale. Non soltanto le istituzioni di formazione e le persone con compiti educativi, ma anche la politica, l’economia e la società sono chiamati ad assumersi le proprie responsabilità e a sviluppare insieme alla nuova generazione soluzioni lungimiranti e creative.

 

La CFIG compie 40 anni – Quattro tesi sui bambini e sui giovani 4.0

40 anni fa, il Consiglio federale istituì l’odierna CFIG. Il suo mandato, inizialmente circoscritto alle questioni della gioventù (Commissione federale per la gioventù, CFG), fu esteso nel 2003 anche alle questioni dell’infanzia. La CFIG apre l'anno del suo anniversario  pubblicando quattro tesi sulla digitalizzazione basate sulle conoscenze acquisite in occasione di una giornata di co-creazione (Co-Creation Day) e su uno studio da essa commissionato (Sarah Genner, Digitale Transformation. Auswirkungen auf Kinder und Jugendliche in der Schweiz – Ausbildung, Bildung, Arbeit, Freizeit, ZHAW 2017; in tedesco, con riassunto in italiano). Attualmente la CFIG sta elaborando un rapporto specialistico in merito.

 

Il presidente della CFIG, Sami Kanaan, e due membri del gruppo di lavoro Digitalizzazione, Alexandra Molinaro e Benjamin Bosshard, saranno lieti di fornirvi informazioni complementari.

Contatto: Segreteria CFIG, ekkj-cfej(at)bsv.admin.ch, tel. 058 462 79 80.
www.cfig.ch

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news-264 Thu, 21 Sep 2017 15:13:28 +0200 EKKJ-Stellungnahme zum Bundesgesetzes über die Unterstützung der nationalen Menschenrechtsinstitution (MRIG) /it/pubblicazioni/pareri/ Die Kinderrechte müssen zum Mandat einer unabhängigen NMRI gehören.  

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news-262 Thu, 29 Jun 2017 11:58:21 +0200 EKKJ-Stellungnahme zur Teilrevision Sportförderungsverordnungen /it/pubblicazioni/pareri/ Die EKKJ äussert sich differenziert zur vorgeschlagenen Teilrevision der Verordnungen zum SpoFöG.  

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news-259 Fri, 26 May 2017 11:38:00 +0200 Omaggio della CFIG a Olivier Guéniat /it/la-cfig/carte-blanche/#c4825 Olivier Guéniat, membro della CFIG dal 2008 al 2015, è morto il 15 maggio 2017. La CFIG gli rende un sentito omaggio.  

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news-256 Mon, 20 Feb 2017 09:16:40 +0100 EKKJ-Stellungnahme Nationales Jugendparlament /it/pubblicazioni/pareri/ Die EKKJ begrüsst die Idee eines nationalen Jugendparlaments.  

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news-254 Wed, 07 Dec 2016 06:00:00 +0100 EKKJ-Stellungnahme zur Flexibilisierung der Berufsmaturität /it/pubblicazioni/pareri/ Die EKKJ spricht sich für eine Stärkung und Flexibilisierung der lehrbegleitenden Berufsmaturität (BM1) aus.  

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news-250 Thu, 24 Nov 2016 10:00:00 +0100 Aria di novità per la CFIG: nuovi volti, nuovo sito Internet e nuove priorità /it/informazioni-ai-media/comunicati-stampa/dettaglio/aria-di-novita-per-la-cfig-nuovi-volti-nuovo-sito-internet-e-nuove-priorita/ Sotto la guida del suo nuovo presidente, Sami Kanaan, e in una composizione fortemente rinnovata e ringiovanita, la Commissione federale per l’infanzia e la gioventù ha deciso di dedicarsi a un tema di grande attualità: l’impatto della trasformazione digitale sui bambini e sui giovani, in particolare per quanto riguarda i futuri impieghi, le condizioni di lavoro e le competenze necessarie. Oltre a sviluppare questo tema quale filo conduttore, la CFIG continuerà a impegnarsi a favore dei bambini e dei giovani fornendo pareri sulle revisioni di legge che li riguardano. Il suo nuovo sito Internet facilita l’accesso ai rapporti e alle raccomandazioni della Commissione e consente anche di scoprire i suoi nuovi volti. Sami Kanaan alla guida di una commissione rinnovata e ringiovanita

Nell’ambito delle elezioni per il rinnovo della Commissione federale per l’infanzia e la gioventù, il Consiglio federale ha nominato come nuovo presidente Sami Kanaan. Impegnato da anni in politica e nella società civile, dal 2011 membro dell’Esecutivo della Città di Ginevra, responsabile del Dipartimento della cultura e dello sport, all’inizio del 2016 Sami Kanaan ha preso le redini di una commissione fortemente rinnovata e ringiovanita.

La vicepresidenza della CFIG è assunta da Emilie Graff, co-segretaria generale centrale di AvenirSocial, e Flavia Frei, capo dell’ambito Politica della fondazione Protezione dell’infanzia Svizzera e presidente della Rete svizzera diritti del bambino.

In qualità di commissione extraparlamentare consultiva, la CFIG tutela gli interessi e le esigenze dei bambini e dei giovani, in particolare prendendo posizione su progetti legislativi federali o programmi che li riguardano. La Commissione si occupa proattivamente anche di temi salienti, avvalendosi di competenze interdisciplinari e formulando raccomandazioni politiche.

Un nuovo sito Internet per facilitare l’accesso alle conoscenze specialistiche della CFIG

Nel corso del 2016, il sito Internet della CFIG (www.cfig.ch) ha subìto modifiche sostanziali di carattere sia tecnico che grafico e ora permette di scoprire i nuovi volti della Commissione, come pure i rapporti che sintetizzano esperienze e raccomandazioni politiche su temi quali il consumo, il diritto di essere sentiti e la sessualità. L’accento è sempre posto sui bambini o sui giovani, tenendo conto della loro prospettiva.

È inoltre possibile abbonarsi a «3 minuti per i giovani», una breve presa di posizione inviata ai parlamentari in occasione di ogni sessione. Il nuovo sito agevola la diffusione delle sue novità sui media sociali e consente di accedere in maniera mirata ai pareri della Commissione tramite una ricerca per temi. La nuova rubrica «Carta bianca» dà la parola ai membri della CFIG, che illustrano determinati temi in base alla loro esperienza personale. Il primo numero presenta un’analisi comparativa dello sviluppo dell’animazione socioculturale nella Svizzera romanda e in quella tedesca.

 

L’impatto della trasformazione digitale sui bambini e sui giovani

Tutti parlano di «4a rivoluzione industriale» o di «trasformazione digitale». Alcuni accennano a scenari catastrofici che vanno da una massiccia perdita di impieghi alla maggiore precarizzazione delle condizioni di lavoro fino a un’acuta mancanza di competenze tecniche e informatiche. Altri, invece, promettono orizzonti allettanti, considerando che le nuove tecnologie risolveranno i problemi di mobilità o faciliteranno notevolmente la conciliabilità tra famiglia e lavoro.

Ma qual è l’impatto della trasformazione digitale sui bambini e sui giovani? Quali competenze devono acquisire per entrare nel mondo del lavoro di domani? Come e dove le acquisiranno? È giusto pensare ancora in termini di professioni? Quali trasformazioni nell’organizzazione del lavoro dovranno saper affrontare i giovani? Quali timori e auspici hanno per il loro futuro? Quali saranno le conseguenze a livello di stress e tempo libero per i bambini e i giovani? Per i prossimi anni la CFIG ha deciso di porre l’accento su questo tema complesso che verosimilmente sarà una delle priorità della politica e animerà il dibattito pubblico, un tema di cui è essenziale capire la posta in gioco sin da oggi.

L’impegno della CFIG in relazione a questa problematica fondamentale sarà ovviamente accompagnato da una forte presenza per quanto concerne altre preoccupazioni essenziali e spesso costanti, come la protezione dell’infanzia, l’evoluzione dei modelli familiari, la partecipazione dei giovani alle decisioni che li riguardano, l’accoglienza dei minori migranti o la crescente precarizzazione di una parte della gioventù.

 

Informazioni:

Segreteria della CFIG, ekkj-cfej@bsv.admin.ch, tel. 058 462 92 26, www.cfig.ch

Sami Kanaan, presidente della CFIG, tel. 079 204 30 12

Sito Internet: www.cfig.ch

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news-1 Tue, 10 Nov 2015 00:00:00 +0100 Una Svizzera per i giovani /it/informazioni-ai-media/comunicati-stampa/dettaglio/una-svizzera-per-i-giovani/ Il benessere dei bambini e dei giovani è un indicatore della forza di una comunità. Ispirandosi liberamente al Preambolo della Costituzione federale, la Commissione federale per l'infanzia e la gioventù (CFIG) ha invitato gli attori della politica dell'infanzia e della gioventù a una conferenza nazionale svoltasi il 10 novembre 2015 a Berna. I risultati dell'inchiesta «Io e la mia Svizzera» hanno offerto uno spunto di discussione ai partecipanti alla conferenza e agli invitati a un dibattito politico organizzato nel quadro della medesima. La CFIG ha contributo alla riflessione presentando una propria posizione e la sua «Visione 2035 per una Svizzera giovane». Il consigliere federale Alain Berset, capo del Dipartimento federale dell'interno, ha pronunciato un discorso in cui si è espresso a favore di una politica forte in favore dei giovani.

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news-4 Mon, 22 Jun 2015 00:00:00 +0200 Io e la mia Svizzera: l'opinione dei giovani diciassettenni al centro di un'inchiesta inedita /it/informazioni-ai-media/comunicati-stampa/dettaglio/io-e-la-mia-svizzera-lopinione-dei-giovani-diciassettenni-al-centro-di-uninchiesta-inedita-1/ news-6 Mon, 03 Nov 2014 00:00:00 +0100 Critici o manipolati? I giovani e il consumo consapevole /it/informazioni-ai-media/comunicati-stampa/dettaglio/critici-o-manipolati-i-giovani-e-il-consumo-consapevole/ news-7 Mon, 09 Dec 2013 00:00:00 +0100 Stop all’indebitamento! Come prevenire l’indebitamento dei giovani /it/informazioni-ai-media/comunicati-stampa/dettaglio/stop-allindebitamento-come-prevenire-lindebitamento-dei-giovani/ news-8 Thu, 12 Sep 2013 00:00:00 +0200 Parlare di denaro con in bambini vale oro /it/informazioni-ai-media/comunicati-stampa/dettaglio/parlare-di-denaro-con-in-bambini-vale-oro/ news-9 Wed, 04 Sep 2013 00:00:00 +0200 Riesaminare l'obbligo di servirer /it/informazioni-ai-media/comunicati-stampa/dettaglio/riesaminare-lobbligo-di-servirer/ news-10 Fri, 18 Nov 2011 00:00:00 +0100 L'autorità parentale congiunta diventa la regola, ma il diritto dei bambini di essere ascoltati dovrebbe già esserlo /it/informazioni-ai-media/comunicati-stampa/dettaglio/lautorita-parentale-congiunta-diventa-la-regola-ma-il-diritto-dei-bambini-di-essere-ascoltati-dov/ news-28 Thu, 17 Nov 2011 00:00:00 +0100 «Ascoltiamo i bambini!» /it/informazioni-ai-media/comunicati-stampa/dettaglio/ascoltiamo-i-bambini/ news-29 Mon, 03 Oct 2011 00:00:00 +0200 Per la libertà di scelta tra servizio civile e militare! /it/informazioni-ai-media/comunicati-stampa/dettaglio/per-la-liberta-di-scelta-tra-servizio-civile-e-militare/ news-11 Tue, 14 Dec 2010 00:00:00 +0100 Gratuità non è sinonimo di qualità /it/informazioni-ai-media/comunicati-stampa/dettaglio/gratuita-non-e-sinonimo-di-qualita/ news-12 Mon, 18 Oct 2010 00:00:00 +0200 Parlare con i bambini è bene - saperli ascoltare, meglio /it/informazioni-ai-media/comunicati-stampa/dettaglio/parlare-con-i-bambini-e-bene-saperli-ascoltare-meglio/ news-13 Fri, 28 May 2010 00:00:00 +0200 Lo streaming non può essere un porto franco dei pedofili! /it/informazioni-ai-media/comunicati-stampa/dettaglio/lo-streaming-non-puo-essere-un-porto-franco-dei-pedofili/ news-14 Fri, 16 Oct 2009 00:00:00 +0200 L’educazione sessuale concerne tutti /it/informazioni-ai-media/comunicati-stampa/dettaglio/leducazione-sessuale-concerne-tutti/ news-17 Wed, 09 Sep 2009 00:00:00 +0200 Disoccupazione giovanile: misure supplementari /it/informazioni-ai-media/comunicati-stampa/dettaglio/disoccupazione-giovanile-misure-supplementari/ news-16 Thu, 20 Nov 2008 00:00:00 +0100 Sessualità giovanile 2008 – Mito e realtà /it/informazioni-ai-media/comunicati-stampa/dettaglio/sessualita-giovanile-2008-mito-e-realta/